Se vuoi andare veloce...

Il proverbio africano dice "se vuoi andare veloce, corri da solo; se vuoi andare lontano, vai insieme a qualcuno"... tanto più se il percorso è accidentato, difficile!

Certo, vi son dei momenti in cui val la pena andare da soli: ad esempio quando vi sono degli insopprimibili bisogni interiori che rendono necessario l'arrivare a punti dove i propri compagni di viaggio non possono o non vogliono arrivarci (ancora)! Corsa di gruppo in montagnaMa, io penso, queste situazioni di corsa solitaria dovrebbero essere sostanzialmente limitate, dovrebbero essere marginali rispetto ad un fondamentale camminare insieme: anche perché una tendenza a voler correre troppo spesso da soli può nascondere un'incapacità (innata, ma più probabilmente frutto del proprio personale percorso di vita, di educazione) a collaborare, a mediare, a non essere egoisti e ad essere parte della principale vittima dello sviluppo della nostra società, ovvero l'idea di comunità.

 

Certo, andare avanti insieme ad altre persone non è per forza la cosa più facile del mondo, tanto più se ci sono grosse diversità di destinazione e di passo! E allora è necessario capire innanzitutto se si può essere per davvero compagni di viaggio e questo risultato lo si può ottenere solo con il confronto ed il dialogo: se si può esserlo, perfetto, ma se ci si accorge che non si può esserlo, pace, amici come prima, ci si saluta e ci si separa.

 

Ecco quindi il bisogno di ritrovarsi a parlare di dove si vuole andare e come lungo questo progetto che, per come l'ho impostato, ha la finalità di sviluppare l'autonomia (leggasi: di essere davvero in grado di auto-governarsi) delle persone che ne son partecipi iniziando dalle basi, dal terreno, dal nutrimento che da questo terreno può originarsi con il nostro impegno personale.

Mercoledì 15 aprile c'è stato un incontro che ha visto partecipi e attive alcune persone che hanno esposto la loro personale visione e, com'era più che logico aspettarsi, ci sono sia punti d'incontro che punti di divergenza: per esempio, accanto ad una generale condivisione della necessità d'arrivare ad una concretezza quanto prima (con un terreno affittato anziché acquistato, per esempio, per ridurre lo scoglio iniziale dei costi spaventosamente alti nella pianura patavina) vi sono interpretazioni diverse riguardo l'indirizzarsi verso l'autonomia (come effetto collaterale più che come obiettivo in sé, per esempio).

 

Ora bisognerà riuscire a sviluppare i punti d'incontro verso un progetto in cui le divergenze non siano tali da frustrare i desideri/bisogni interiori di ognuno dei partecipanti, che sennò progressivamente saranno invogliati ad andare a separarsi da un gruppo che anziché aiutarli nello sviluppo personale ne tarpa le ali: magari (e sarebbe davvero una buona comunità quella risultante) si potrà trovare il modo di tollerare occasionalmente delle corse solitarie senza che queste costituiscano una destabilizzazione pericolosa del cammino di gruppo nel suo insieme.

 

Parlare, allora, e confrontarsi con costanza e sapendo che non si arriva seriamente e insieme da nessuna parte in un tempo risicato: e quindi è facilmente prevedibile un percorso di incontri che, ogni due-tre settimane, riunisca prima attorno ad un tavolo e poi, speriamo quanto prima, attorno ad un lavoro agricolo che stiam facendo insieme, le persone che vogliono provare a fare questo cammino insieme.

 

Il prossimo incontro (a cavallo tra aprile e maggio) sarà con le persone che si sono incontrate il 15 aprile, ma più avanti si cercherà di sicuro di organizzare nuovi incontri allargati a più persone, espandendo senza traumi il gruppo di interessati!