Verso l'autonomia?

L'incontro un (nuovo)... vivere? del 18 febbraio 2015 ha visto una buona partecipazione di pubblico, interessato e partecipe, che ha consentito con la propria eterogeneità la condivisione di stimoli e di riflessioni diverse tra tutti i partecipanti!

 

Quest'incontro ha seguito, modificandola, la traccia dell'incontro precedente del 17 dicembre 2014, di cui si può leggere qui un riassunto, ovvero un confronto tra tre tipologie diverse di esperienze di vita comunitaria, mettendone in luce la motivazione prevalente:

 

  • cohousing -> risparmio economico
  • ecovillaggi -> sensibilità ambientale
  • comuni -> cambiamento basi sociali

 

Ovviamente, nel dibattito è stato indicato più volte come questa suddivisione sia estremamente grezza e nasconde la reale complessità del fenomeno, giacché per esempio vi sono sicuramente cohousing in cui l'elemento prevalente è di carattere sociale e non economico.

 

Comunque, durante l'incontro io (Manu) ho fatto una proposta di lavoro per far proseguire il percorso, ponendo un obiettivo concreto, ben definito e sicuramente fattibile visti i numerosi esempi già realizzati anche in Italia, quale l'acquisto e la gestione collettiva di un terreno agricolo in zona Padova. Se non fosse un marchio registrato, qualcosa che mi rattrista profondamente per l'incompatibilità di visione del mondo che ne sottende, lo potrei definire un gruppo di acquisto terreni, ma in realtà sarebbe pure una definizione limitante, perché il traguardo che mi pongo supera il semplice acquisto di terreno.

 

Questa mia proposta, che è quella che intendo attivamente sostenere e promuovere attivamente, si concentra quindi sull'elemento base, ovvero la riconquista dell'autonomia alimentare ed in prospettiva anche l'eventuale possibilità conseguire l'autonomia lavorativa, costruendo quelle basi solide che consentano di optare per un lavoro in ambito agricolo gestito in cooperativa.

 

Parte della mia proposta riguarda anche la definizione di alcuni paletti minimi per la partecipazione: per esempio, alcuni valori comuni sufficientemente ampi da non costituire una chiusura preventiva, ma comunque in grado di escludere persone oggettivamente incompatibili (aderenti a Casa Pound, per esempio); l'accettazione di un percorso decisionale consensuale, tra l'altro tipico della maggioranza dei progetti di cohousing, ecovillaggi, comuni, ecc.; la disponibilità a priori, condivisa da tutti i partecipanti e chiaramente esplicitata, di valutare un finale aperto, cioè la potenzialità di far sviluppare il percorso di riconquista dell'autonomia alimentare e lavorativa anche ad altre forme di autonomia.

 

Come intendo quindi procedere? Con l'avvio di un percorso di incontri dedicati esplicitamente a riunire attorno a questa proposta concreta le persone interessate, a partire da mercoledì 18 marzo, ore 21:00, presso una località che verrà indicata solo agli interessati: siete quindi pregati di confermare la vostra partecipazione inviando un'e-mail a info@sevagram.org!

 

In parallelo, comunque, manterrò un percorso divulgativo, con proiezione di filmati e dibattiti, sul tema generico dei modi di vivere alternativi, tenendomi aperto ad ogni collaborazione e suggerimento - e a dar disponibilità a supportare eventuali proposte altrui che siano coerenti col tema -. Il primo incontro di questo percorso divulgativo è previsto per mercoledì, 1 aprile (non è uno scherzo!), sempre alle ore 21:00.